La nostra condizione asintotica

Da ormai troppo tempo l’umanità non è in grado di effettuare uno slancio in avanti verso il progresso. Ma come, direte: abbiamo smartphone in grado di navigare su internet, stiamo (finalmente) iniziando ad utilizzare fonti di energia rinnovabili, il progresso sembra continuo. In realtà, rendere sempre un po’ più veloce un processore rappresenta sì un piccolo passo in avanti, ma i processori esistono da molto tempo, si continua a migliorare una cosa che già esiste e che già conosciamo. Rendere la vita di una batteria più lunga rappresenta un vantaggio ed una comodità però l’effettivo miglioramento non è rivoluzionario. L’intelligenza artificiale, in continua evoluzione, permette di risolvere problemi via via sempre più complessi anche grazie a nuovi algoritmi che sono in grado di generarne altri, quasi come se pensassero. Quasi. Un algoritmo è un processo fatto di calcoli, di passaggi eseguiti in rapida successione che oggi può analizzare enormi moli di dati, quasi inimmaginabili per un uomo. Una grande evoluzione è in corso in questo campo, è vero, ma come è possibile notare abbiamo anche qui soltanto un approccio incrementale:

• Più dati

• Più velocità

• Algoritmi più raffinati

Ci stiamo muovendo insomma lungo un asintoto della curva della storia dell’umanità, in cui incrementiamo le nostre possibilità di molto se consideriamo un tempo paragonabile alla vita media di una persona, ma in modo infinitesimale se poniamo il tema su larga scala. Dobbiamo interrompere questo asintoto, serve un punto di rottura, disruptive direbbe qualcuno. Bisogna iniziare nuovamente a ragionare fuori dagli schemi. L’invenzione della ruota, quella delle imbarcazioni, il telegrafo, la teoria della relatività, la conquista dello spazio ed i computer quantistici sono esempi di punti di rottura, quantomeno potenziali. Con un accesso quasi illimitato al sapere umano per una buona percentuale della popolazione mondiale, tali momenti dovrebbero arrivare sempre con maggior frequenza. Perché allora ci siamo impantanati? Forse siamo solo distratti. Ad onor del vero, non tutti si sono fermati, ma i sognatori sono sempre di meno. Troppe informazioni (di cui molte false o semplicemente sbagliate), le comodità e lo stile di vita di questo secolo ci rendono spesso persone orientate al breve termine, senza la fiamma del cambiamento. Tutto questo ci copre gli occhi anche verso i maggiori problemi che abbiamo in quest’epoca:

• Risorse mal distribuite

• Salvaguardia dell’ambiente e del clima

Se ci pensate, il fatto di non avere un tarlo costante in testa o una sana preoccupazione per questi argomenti, non è normale. E’ ovvio pensare quasi sempre solo ai problemi della vita quotidiana, che viaggia ad un ritmo sempre più alto. In fondo, l’affitto non si paga pensando a come risolvere il problema della fame nel mondo, no!? Ma non pensate di non essere in grado o di non avere il tempo per compiere tali imprese. Le grandi idee non vengono soltanto dai più preparati scienziati ed intellettuali. Inoltre, non sempre le migliori idee in un certo campo vengono dagli esperti di quel settore. Avete presente il codice Morse? Samuel Morse, il suo inventore, a tempo pieno faceva il pittore.. Riprendiamo a ragionare fuori dagli schemi per il futuro dell’umanità, non pensiamo solo al nostro orticello ma a tutti, anche alle generazioni future, anche 5 minuti al giorno. Ecco che in questo modo una nuova batteria non sarà solo un po’ più duratura, ma avrà una tecnologia completamente diversa che modificherà il concetto stesso di batteria. Oppure un algoritmo potrebbe eseguire operazioni in modalità completamente diversa da prima, magari su computer che non ricalcano più un’architettura pensata 70 anni fa, come ad esempio i computer quantistici prima citati. Pensate cosa succederebbe se buona parte dell’umanità dedicasse qualche minuto a pensare in questo modo, non limitandosi a dire “non mi piacciono gli ascensori” ma cercando di ideare un’alternativa. Sia chiaro, magari non sarete voi a trovarla, ma immaginatevi tantissime persone a compiere simili pensieri, anche solo sotto la doccia: qualcosa salterebbe fuori, ne sono sicuro.

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